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Ф / Франческо Петрарка /
Francesco Petrarca. Canzoniere
da l'imperio del figliuol de Marte al grande Augusto che di verde lauro tre volte triumphando orno la chioma, ne l'altrui ingiurie del suo sangue Roma spesse fiate quanto fu cortese: et or perche non fia cortese no, ma conoscente et pia a vendicar le dispietate offese, col figliuol glorioso di Maria? Che dunque la nemica parte spera ne l'umane difese, se Cristo sta da la contraria schiera? Pon' mente al temerario ardir di Xerse, che fece per calcare i nostri liti di novi ponti oltraggio a la marina; et vedrai ne la morte de' mariti tutte vestite a brun le donne perse, et tinto in rosso il mar di Salamina. Et non pur questa misera ruina del popol infelice d'oriente victoria t'empromette, ma Marathona, et le mortali strette che difese il leon con poca gente, et altre mille ch'ai ascoltate et lette: Perche inchinare a Dio molto convene le ginocchia et la mente, che gli anni tuoi riserva a tanto bene. Tu vedrai Italia et l'onorata riva, canzon, ch'agli occhi miei cela et contende non mar, non poggio o fiume, ma solo Amor che del suo altero lume piu m'invaghisce dove piu m'incende: ne Natura puo star contra'l costume. Or movi, non smarrir l'altre compagne, che non pur sotto bende alberga Amor, per cui si ride et piagne.
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Verdi panni, sanguigni, oscuri o persi non vesti donna unquancho ne d'or capelli in bionda treccia attorse, si bella com'e questa che mi spoglia d'arbitrio, et dal camin de libertade seco mi tira, si ch'io non sostegno alcun giogo men grave. Et se pur s'arma talor a dolersi l'anima a cui vien mancho consiglio, ove 'l martir l'adduce in forse, rappella lei da la sfrenata voglia subita vista, che del cor mi rade ogni delira impresa, et ogni sdegno fa 'l veder lei soave. Di quanto per Amor gia mai soffersi, et aggio a soffrir ancho, fin che mi sani 'l cor colei che 'l morse, rubella di merce, che pur l'envoglia, vendetta fia, sol che contra Humiltade Orgoglio et Ira il bel passo ond'io vegno non chiuda et non inchiave. Ma l'ora e 'l giorno ch'io le luci apersi nel bel nero et nel biancho che mi scacciar di la dove Amor corse, novella d'esta vita che m' addoglia furon radice, et quella in cui l'etade nostra si mira, la qual piombo o legno vedendo e chi non pave. Lagrima dunque che da gli occhi versi per quelle, che nel mancho lato mi bagna chi primier s'accorse, quadrella, dal voler mio non mi svoglia, che 'n giusta parte la sententia cade: per lei sospira l'alma, et ella e degno che le sue piaghe lave. Da me son fatti i miei pensier' diversi: tal gia, qual io mi stancho, l'amata spada in se stessa contorse; ne quella prego che pero mi scioglia, che men son dritte al ciel tutt'altre strade et non s'aspira al glorioso regno
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